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Curare l’ipertensione resistente con una graffetta hi tech

Lunedì 2 febbraio 2015

Uno nuovo studio pubblicato su The Lancet offre nuove speranze per chi soffre di pressione alta.

Le normali regole di prevenzione, quali alimentazione corretta, esercizio fisico, niente fumo e farmaci, nel 15% circa dei casi non producono risultati: sono i cosiddetti casi di “ipertensione resistente”, una condizione pericolosa perché aumenta il rischio di infarto e ictus. In questa situazione la soluzione è la chirurgia, grazie a un intervento chiamato “denervazione renale” che si basa sulla rimozione di alcune fibre nervose a livello renale per far diminuire la pressione.

L’alternativa scoperta dagli scienziati consiste in un dispositivo simile a una graffetta che viene applicato a livello inguinale e crea uno spazio fra l’arteria e la vena, in modo da ridurre la resistenza dei vasi sanguigni e di conseguenza far tornare la pressione a livelli normali. Il dispositivo è stato finora testato su circa 80 pazienti e si è rivelato efficace su tutti, anche se un terzo di questi pazienti ha lamentato gonfiore alla gamba dopo l’intervento.

“Abbiamo bisogno di tempo per indagare gli effetti a lungo termine del dispositivo, comprendere meglio la sua sicurezza e capire di più il funzionamento all’interno del corpo – ammette il professor Melvin Lobo, uno degli autori dell’ importante studio – Per affermare con certezza di aver raggiunto l’ obiettivo ora siamo all’ opera per realizzare uno studio più ampio. Se i risultati venissero confermati saremo di fronte ad un grande passo avanti per i pazienti affetti da ipertensione resistente”.